Levanto

L’ex porto mercantile non dimentica i pirati e affida il suo santo al mare.

Spesso arrivavano i pirati a cercare di espugnare il borgo marinaro di Levanto che già dal XVI secolo vantava un porto che aveva un ruolo di primo piano nell’economia locale.

Ma gli abitanti, tenaci e combattivi, hanno sempre saputo respingere con valore e fermezza gli assalti, difendendo la loro incolumità, ma anche il loro ruolo economico.

Levanto in quest’angolo di Liguria era infatti, insieme a Sestri Levante, l’unico approdo collegato ad una efficiente rete viaria.

Una mulattiera portava direttamente nell’Emilia occidentale, tramite i valichi di Cento Croci, dei Due Santi, o della Cisa.

Le mulattiere che partivano dal porto levantese convergevano nella maggior parte dei casi in prossimità del Monte Bardellone, da cui si vedono sia il mare, sia la Val di Vara.

Il legame con quest’ultima è ancora fortissimo.

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Levanto

Riviera di Levante, panorama di Levanto, Cinqueterre

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Una quarantina d’anni fa l’apertura della strada provinciale Carrodano-Levanto ha rafforzato i legami ed i contatti tra i territori, tanto più che a Carrodano c’è il casello dell’uscita autostradale che consente di raggiungere le spiagge levantesi, di certo tra le più belle della Liguria e che richiamano turisti da ogni parte del mondo.

Levanto non è solo mare. Oltre al polmone verde garantito dalla Vallata alle sue spalle, distante soltanto una decina di chilometri, può contare sulle sue frazioni abbarbicate sui cocuzzoli, ricche di storia e dalle quali lo sguardo spazia sulla baia.

La cittadina, che non ha conservato il suo porto che era situato nella parte orientale, vanta un passato glorioso, attestato da testimonianze ancora ben visibili.

La loggia comunale, del XIII secolo, nel 2007 è stata insignita dall’Unesco dal titolo di “monumento testimone di cultura e di pace”.

L’ex complesso delle Clarisse, nel cuore della cittadina,  ospita il municipio, la biblioteca civica ed altri servizi.

Riviera di Levante, panorama di Levanto, Cinqueterre

Assolutamente da vedere l‘antico castello medievale, realizzato dalla Repubblica di Genova nel 1265 alla sommità della collina alle spalle di Levanto, per difenderla dalle incursioni di pirati ed invasori. Il castello è ancora perfettamente conservato.

Molte le chiese da visitare nel capoluogo e nelle frazioni, tutte ricche di opere d’arte di notevole pregio.

Per chi ama camminare lungo i sentieri, Levanto rappresenta un vero paradiso, solcata com’è da mille stradine che tagliano il verde. Alcune si spingono fin sugli scogli a picco sul mare.

Molte viette seguono ancora il vecchio tracciato percorso già nel XVI secolo dalle merci che dovevano raggiungere l’Emilia e la Val di Vara, come ad esempio quella che arriva fino al monte Bardellone e poi a Cassana, nel Comune di Borghetto Vara.

Nelle giornate di vento ed in particolare in autunno, Levanto si trasforma in un paradiso per surfisti: le onde offrono emozioni incredibili.

Ed è in mare che si svolge una parte dei festeggiamenti in onore di San Giacomo, che cade il 25 luglio. Tant’è che l’occasione viene detta anche “Festa del mare”.

I festeggiamenti iniziano già alcuni giorni prima del 25 luglio. In particolare nella giornata dedicata al santo, al termine della solenne processione in notturna, la statua di San Giacomo viene trasportata su di un’imbarcazione sino al centro del golfo, scortata da numerosi gozzi, per celebrare i caduti.

Viene quindi gettata oltre le onde una corona, mentre sull’acqua si accendono 10 mila lumini galleggianti. Lo spettacolo pirotecnico chiude la serata.

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