Val di Vara

Val di Vara

Sul territorio più verde della Liguria vigilano un pastore ed un Santo contadino.

C’è ancora un pastore con oltre ottanta primavere che da solo ogni notte sfida il lupo alle pendici del Gottero: il monte che con i suoi  1640 metri di altitudine svetta nei Comuni di Sesta Godano e Varese Ligure,  dominando l’intera Val di Vara, la distesa verde più grande della Liguria.

E, forse è lui, Guido Darello, la “sentinella” del Gottero, il custode ideale di questa terra, della sua parte più incontaminata e selvaggia.

Quella più vera che ha saputo sfidare il tempo.

La Vallata ligure, tutta  compresa nella provincia della Spezia, è  attraversata dal fiume Vara, da cui prende il nome, che nasce sul monte Zatta,  nell’Appennino Ligure, per terminare nel punto di confluenza con il fiume Magra, all’inizio del territorio del comune di Vezzano Ligure.

Con una superficie di quasi 600 chilometri quadrati, la Val di Vara   è il territorio più esteso della provincia della Spezia, ma anche il meno popolato.

La Valle è quindi  caratterizzata  da una bassa densità di antropizzazione e, di contro, da una ricchezza di paesaggi incontaminati.

Il Territorio

La Val di Vara

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Ad inizio estate, quando la vegetazione è più rigogliosa, dall’alto la Vallata appare come un grande smeraldo, abbagliante e magnetico, solcato da una ferita azzurra: il fiume che la  percorre per circa 60 chilometri. Il Vara ha un percorso più tortuoso, ricco di rapide e dislivelli nella sua parte iniziale, nel territorio di Varese Ligure e Sesta Godano, poi più placido e con un letto più largo, mano a mano che ci si avvicina alla piana di Santo Stefano dove, in corrispondenza di Fornola, si getta nel Magra.

Per le sue caratteristiche il fiume è adatto agli sport fluviali, prima fra tutti il rafting e la canoa.

Dalle sue sponde partono sentieri che si diramano nel verde, salendo lungo versanti che portano a boschi e poi a paesi, aggrappati su cocuzzoli: di notte sembrano antichi presepi.

Ma la “regina” dei sentieri è senz’altro l’Alta Via dei Monti Liguri.

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l’Alta Via dei Monti Liguri, da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike, anche elettriche (è attivo, ad esempio, un servizio di noleggio con guida che ha sede a Borghetto Vara e operante nell’intera provincia) solca la parte Alta della Vallata.

La parte Nord della Valle (meglio conosciuta come Alta Val di Vara) è quella che più ha mantenuto una natura ancora selvaggia, anche se la cura dell’ambiente, di rara bellezza, lascia incantati in tutta la Valle. Non a caso tre dei suoi borghi.

Varese Ligure, Brugnato e Pignone si sono aggiudicati la bandiera arancione del Touring Club che testimonia un turismo di qualità, all’insegna della sostenibilità ambientale. E due di questi, Brugnato e Pignone si trovano nella zona della Media-bassa Val di Vara.

I Comuni dell’Alta Valle, Varese Ligure, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago e Rocchetta in tempi recenti si sono uniti nel Biodistretto Val di Vara: per aziende agricole, agriturismi e allevatori l’adesione rappresenta una testimonianza di produzioni biologiche certificate. Capitale ideale del biodistretto, come vedremo, è Varese Ligure, che già si è aggiudicata lo scettro di “paese ideale d’Europa”.

Ma ritorniamo al fiume Vara che, direttamente o con i suoi affluenti, lambisce i 15 Comuni della Vallata che, nell’ordine, partendo dalla foce sono: Varese Ligure, Maissana, Sesta Godano, Carro, Carrodano, Borghetto di Vara, Brugnato, Rocchetta Vara, Beverino, Calice al Cornoviglio, Follo, Bolano e Vezzano Ligure.

Un altro “serpentone”, questa volta grigio, percorre gran parte della zona: la strada Statale Aurelia che si snoda nei paesi di fondovalle.

Una rete di strade provinciali collega la zona con le Cinque Terre, con la vicinissima Levanto ed il resto della Riviera di Levante dalle quali è separata da una sottile catena montuosa, e  con le  quali c’è da sempre un legame storico, una sorta di odio-amore indissolubile.

Alle bellezze naturali, e ai cibi genuini, la Val di Vara unisce la ricchezza della sua storia. Testimonianze importanti si trovano in tutti i centri. Tra i più antichi ricordiamo Zignago, Pignone, Suvero e Brugnato.

Quasi ovunque ci si imbatte in siti archeologici che testimoniano la presenza degli antichi liguri e il passaggio dei romani. E poi fortissime sono le testimonianze medievali che si ritrovano, soprattutto, nei centri storici, nei castelli e nelle chiese.

Val di vara, Intro, Cinqueterre

La presenza di uomini preistorici

Da Zignago a Suvero, nel comune di Rocchetta Vara alcun siti testimoniano la presenza di uomini preistorici.

E come non ricordare  la miniera di diaspro, utilizzato dall’uomo preistorico,  a Maissana, oggetto di recupero alcuni decenni fa?

Da non dimenticare che una larga fetta della Vallata rientrava nella lunigiana storica, terra antichissima.

Il territorio della Media Val di Vara, che faceva parte della diocesi di Luni, dal XII secolo dipese dall’abbazia di Brugnato Successivamente, dopo diverse vicissitudini, Brugnato  divenne parte della diocesi di Sarzana e La Spezia della quale è ancora cointestataria.

Da ricordare, infine, che questa terra ha dato i natali al suo patrono: Sant’Antonio Maria Gianelli, originario della Cerreta di Carro, nell’Alta Valle, dove si può visitare la sua casa. La statua in bronzo di Sant’Antonio Maria Gianelli “saluta” i visitatore che esce al casello sulla A12 a Brugnato, una delle porte ideali della Val di Vara.

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