Borghetto Vara

Val di Vara

Borghetto Vara

Un naturale miracolo sulle alture del “piccolo borgo” che ospitò personaggi illustri, da Wagner a Mazzini. E poi quel tragico incidente che capitò a Guglielmo Marconi…

Borghetto, letteralmente il piccolo Borgo, è immerso nel verde della Val di Vara, alle spalle delle Cinque Terre. Si trova lungo la strada Aurelia, dove si innesta la provinciale che porta a Pignone e poi subito nel territorio di Monterosso, perla delle Cinque Terre.

Il capoluogo che, al pari di due delle sue cinque frazioni, Pogliasca e Termine, si trova lungo la strada Aurelia (ad una ventina di chilometri dalla Spezia e a circa ottanta da Genova) è stato da sempre luogo di sosta, dove transitarono e trovarono ristoro  personaggi illustri: Mazzini, Wagner, Vittorio Emanuele di Savoia, soltanto per citarne alcuni.

 

E, proprio  lungo la strada Aurelia, a poche centinai  di metri dal paese di Borghetto, a seguito di un incidente d’auto Guglielmo Marconi perdette un occhio. Un cippo ricorda l’accaduto.

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Borghetto Vara

Val di Vara, Borghetto, Cinqueterre

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A proposito di strade e spostamenti, Borghetto già nel quattordicesimo secolo fu scelto come  prima stazione della diligenza dopo La Spezia, in direzione Genova.

Negli anni Settanta è stata costruita l’autostrada che ha reso ancor più facilmente raggiungibile Borghetto. Il casello più vicino si trova a Brugnato, ad un solo chilometro di distanza. La gente, quindi, continua a passare dal piccolo borgo, sorto nel 1274.

Tant’è che il paese e le sue frazioni si sono dotati di agriturismo e affittacamere, scelti anche dai molti turisti che nei mesi estivi la sera preferiscono abbandonare la costa per trovare il refrigerio nel verde.

E proprio nel verde si snoda una lunga rete di sentieri che si inoltrano nel bosco per raggiungere i vicini comuni e gettarsi poi verso il mare.

E’ il caso dei sentieri del C.A.I. che da Borghetto conducono verso la miniera della Cerchiara, nel comune di Pignone o altri che portano nella frazione Ripalta per poi proseguire verso Memola, nel territorio di Beverino.

Ci sono poi i circuiti sentieristici di Valle di Cassana che conducono sino al monte Bardellone, nel territorio di Levanto, da dove si può scendere fino al mare, raggiungendo persino Monterosso e gli altri paesi delle Cinque Terre.

O ancora un altro sentiero che scivola veloce tra i boschi di castagno e poi di pino, offrendo un suggestivo colpo d’occhio sulla Media Val di Vara e sul fiume, fino ad arrivare al Santuario della Madonna di Roverano sorto dove – si narra – apparve la Madonna a due pastorelle della vicina L’Ago, una delle quali fino ad allora muta, dopo l’apparizione parlò. Ogni anno il sette settembre al passaggio della processione che ricorda l’apparizione, una pianta d’olivo situata vicino  al santuario fiorisce, almeno così raccontano i fedeli, ramoscello d’olivo fiorito alla  mano.

Miracolo o fenomeno naturale legato al clima, qui particolarmente mite grazie all’esposizione solare? A ciascuno la propria versione. “Viandante fermati ma non invano, sei giunto al Termine di Roverano”, avvisa una targa all’imbocco della strada comunale che dall’Aurelia porta verso il santuario…

A proposito di edifici sacri, non si può dimenticare la chiesa dell’Accola che si trova nel cimitero di Borghetto Vara, fondata nell’881 e di origine longobarda. Di certo si tratta di una delle più antiche chiese della Val di Vara. Un tempo l’Accola, poi scampata ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno distrutto l’antica chiesa parrocchiale,  rappresentava una delle stazioni in una sorta di via crucis ideale  nelle chiese della Val di Vara.

Ogni paese vanta chiese ed oratori da scoprire. Gli oratori vengono aperti in occasioni particolari, per feste dedicati ai santi, ricche di tradizione. Nell’oratorio di San Rocco a Pogliasca ad agosto la statua del santo viene ricoperta d’uva, che, dopo la benedizione, viene distribuita ai fedeli.

Val di Vara, Borghetto, Cinqueterre

E sempre questo piccolo luogo sacro ospita, nel giovedì santo, la benedizione e la distribuzione del pane. Ogni “coppello” (così viene chiamata la forma di pane) viene insaporito con un ramo di ulivo.

In tutte le frazioni sono ancora ben conservati i “caruggi” degli antichi borghi.

E a Pogliasca, frazione situata lungo la strada Aurelia, in molti fondi delle case seicentesche sono ancora ben visibili i grossi “maniglioni” che  fino ad inizio Novecento venivano utilizzati per legare i cavalli, stanchi per i lunghi viaggi sull’antica via.

I paesi di questo Comune situato nel cuore della Val di Vara sono molto attivi nel voler conservare le antiche tradizioni e gli antichi sapori.

E’ il caso, ad esempio, della castagnata organizzata ogni anno in autunno dalla frazione l’Ago, che vede all’opera i paesani vestiti con gli antichi abiti contadini.

Si possono gustare oltre alle caldarroste anche il castagnaccio racchiuso nelle foglie di castagne, cotto dentro i “testi”, dei dischi di terracotta.

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