Sesta Godano

Val di Vara

Sesta Godano

L’aquila sorvola le bellezze naturali e le testimonianze storiche di questa terra di “confine nel confine” fra i territori dei Vescovi di Brugnato, dei Malaspina e della Repubblica di Genova. Adesso siamo nel regno degli sport fluviali e del trekking.

Ai piedi del maestoso Monte Gottero, nella piana lambita dal torrente che deve il suo nome al rilievo, sorge il centro comunale di Sesta Godano.

Il nome Sesta Godano nasce dall’unione dei due toponimi Sesta e Godano. La “Sesta” sorge al centro dell’alta Valle del Vara, lungo l’antico asse di percorrenza che dalle aree costiere della riviera permetteva l’attraversamento appenninico fino alla pianura Padana.

Da sempre luogo di transito e punto di incontro fra le popolazioni, il centro storico di Sesta procede parallelo all’asse viario principale che attraverso la via vecchia e il ponte medioevale, conduceva all’Antica Plebs Robiana, oggi Parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Marco.

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Sesta Godano

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Sulla sommità di monte Rotondo, in posizione strategica sull’intera vallata, sorgeva invece il Castello Malaspiniano di Godano, sede del potere politico e simbolo di oppressione.

Le recenti indagini archeologiche hanno permesso il rinvenimento di una zecca clandestina attiva dai primi del ‘400 fino alla distruzione del maniero.

Sempre a Godano, trovò i propri natali il Capitano di Vascello Vincenzo Colombo, che nel 1492 venne impiccato nel porto di Genova per aver oltraggiato il re di Francia.

Oggi dell’antico Castrum non restano che rovine, a testimonianza di un antico splendore, un luogo suggestivo che si dona al visitatore con un eccellente panorama che permette di abbracciare con lo sguardo dalle alture di Spezia fino a Maissana.

Intorno al centro comunale si trovano i borghi delle frazioni, piccoli gioielli incastonati nel verde, ricchi di storia, tradizioni secolari e leggende.

La piana è dominata dal Monte Gottero, meta privilegiata per gli amanti del trekking, delle scampagnate all’aria aperta e della natura. Dalla vetta (1680 m), si gode di una vista che spazia dalle Alpi fino alla Corsica e Pisa.

Dal fondovalle ricco di freschi e ameni torrenti fino alla cima del monte, con un dislivello di oltre 1500 metri, il territorio di Sesta ha una grande biodiversità: sono presenti numerose specie di piante e animali, grandi predatori e rapaci – fra cui l’aquila.

La piana di Sesta è attraversata dal torrente Gottero, principale affluente del fiume Vara.

La ricchezza di corsi d’acqua nel contesto di un ambiente incontaminato ha fatto si che Sesta Godano venisse eletta meta privilegiata per chi pratica sport fluviali, dalla pesca, al cayoning, fino al rafting.

Sesta Godano è sport, natura ma anche storia.

Non di rado lungo il corso dei torrenti capita di incontrare vecchi mulini, ponti ricchi di storia e antiche aree produttive, testimonianza di come le genti di questa terra abbiano saputo sfruttare il territorio senza incidere sulle naturali caratteristiche e sulla bellezza del paesaggio.

Sul territorio di Sesta Godano si trovano numerose e piccole aziende agricole che portano avanti la tradizione di cura e amore verso il proprio territorio regalando alle nostre tavole prodotti di nicchia e di alta qualità.

Meritano una visita le cantine di Cornice, immancabile un sorso di rosso sulla caratteristica scalinata del Pitone

Il borgo, edificato intorno al XIII secolo dai Vescovi di Brugnato su di uno sperone di Roccia a protezione del pianoro sottostante, offre al visitatore scorci mozzafiato che si aprono fra gli spazi voltati.

Qui, ai piedi del Gottero, dove la passione per il territorio si coniuga con l’amore per la natura e la tradizione, ebbe luogo una fra le vicende chiave della storia della Resistenza, La Battaglia del Gottero, dove le forze nazifasciste nell’inverno del 44 dispiegarono più di 20.000 uomini per annientare i gruppi partigiani. Particolarmente cara alle genti del territorio è la vicenda eroica del Tenente Piero Borrotzu, Medaglia d’Oro, che con il proprio sacrificio, consegnandosi spontaneamente alla tortura e alla morte, salvò il borgo di Chiusola dalla distruzione e la popolazione dall’eccidio.

L’invito è quindi a lasciarvi incantare nell’inseguire i percorsi della nostra valle, in una meravigliosa avventura alla scoperta di paesaggi, storie, sapori e tradizioni di questa terra.

Sesta Godano, Val di Vara, 5Terre Liguri

Misteri, leggende e religiosità

ll territorio è ricco di leggende e tradizioni dalle origini arcaiche.

Il borgo-castello di Groppo, meraviglioso intrico di cunicoli e strette vie fra le case di pietra, conserva numerosi esemplari di maschere apotropaiche, volti scolpiti nel sasso e murati sulle pareti delle abitazioni per allontanare e intimorire gli sguardi malevoli e gli influssi maligni.

Intorno al Ponte Garolo, sospeso su un orrido ai piedi del borgo di Chiusola, trova ambientazione invece una leggenda unica nel suo genere, che potremmo definire un final destination alla ligure.

Non mancano le storie di spiriti e i balli delle streghe, che hanno trovato terreno fertile a Scogna Sottana, il borgo della celebre Casa del Violino, annoverata al 5° posto nella top ten dei luoghi più infestati d’Italia. Vale la pena di addentrarsi nel borgo alla ricerca del fantasma e ascoltare i racconti dei suoi abitanti.

Recentemente, la passione per l’urbex, ovvero l’esplorazione di aree abbandonate, ha acceso l’attenzione sui due paesi fantasma di Parisalla (raggiungibile tranquillamente a piedi da Pignona o da Godano) e Roggiano (raggiungibile dall’antica Pieve di Sesta Godano).

Merita una visita anche piccolo il Santuario di Airola, ancora oggi meta di pellegrinaggio, sorto sul luogo in cui apparve a Caterina Greppi – già mutola in nativitate – la Vergine Maria sul finire del XV secolo.

Si sa che i liguri sono gente rude e poco avvezza alle formalità, così per gli abitanti delle borgate circostanti, la Vergine di Airola è quasi una di famiglia e in molti ancora oggi dicono di aver trovato grazia in momenti di periglio.

Indipendentemente dalla religiosità, possiamo riconoscere che la pace e il silenzio che si gode al Santuario di Nostra Signora di Airola è ristoro per l’animo.

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