Zignago

Val di Vara

Zignago

Prati, fiori, pascoli e tanta storia nell’antico spartiacque tra il Gran Ducato di Toscana e la Repubblica genovese

Una popolazione di neppure 600 abitanti sparsi su un territorio vastissimo, solcato da una fitta rete di strade provinciali e comunali che si inoltrano nel verde dei prati, per raggiungere la frazione di Pieve, sede del Comune a 600 metri di altitudine, i centri vicini, le fattorie e le due vette che sovrastano il territorio: il Dragnone ed il Monte Fiorito.

Zignago, comune dell’Alta Val di Vara, vanta una storia millenaria, testimoniata anche dalla statua stele, ritrovata lungo il greto del torrente Gravegnola ed ora conservata nel museo di Pegli.
Si può invece ammirare a Pieve il Museo archeologico “Tiziano Mannoni”. Al suo interno ci sono reperti archeologici ritrovati nel corso degli scavi avvenuti a Zignago negli anni Settanta. Oltre al museo, è possibile visitare anche i siti archeologici presenti sul territorio.

Ma ritorniamo al territorio. Nei pressi di Valgiuncata, una delle frazioni raggiungibili attraverso la strada provinciale, si sale fino al valico del Rastrello a 1047 metri di altitudine, sullo spartiacque tra Val di Vara e Val di Magra, che fu confine amministrativo tra la Repubblica di Genova ed il granducato di Toscana.

Mappa

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I prati del passo del Rastrello sono meta ideale per picnic ed escursoni nella grande pineta, di rara bellezza.
La zona è solcata dall’Alta Via dei Monti Liguri ed il tratto che da Rastrello raggiunge i Casoni di Suvero, nel comune di Rocchetta Vara, è considerato uno dei più suggestivi.

Un’altra zona, particolarmente adatta a picnic ed escursioni, è la località Vezzanelli, a circa 800 metri di altitudine.
In primavera una grande “onda” bianca ricopre i prati: sono le giunchiglie selvatiche, tipiche di questa zona.

Per chi ama i fiori è d’obbligo la visita alla collezioni di viburni in ambiente di alta collina. Alcuni anni fa il Comune ha messo a disposizione del terreno da utilizzare nell’ambito del programma di valorizzazione e salvaguardia di germoplasma vegetale da parte del Cra-Fso di Sanremo. La collezione è oramai mantenuta dal Comune come elemento non solo scientifico.

Ogni anno ad agosto i Vezzanelli, in un’area attrezzata, ospitano la festa della cultura contadina, organizzata dalla Pro loco con la collaborazione del Comune e di altri Enti.

In primo piano le attività contadine, anche quelle di una volta che si facevano rigorosamente a mano, senza l’ausilio di macchine: dalla battitura del grano alla pigiatura dell’uva.

Naturalmente non mancano il buon cibo “a chilometro zero” e dell’ottimo vino.
Va ricordato che tutto il comune di Zignago aderisce alla filiera del biologico, attivissima in Val di Vara grazie al Biodistretto.

Ma ritorniamo a Pieve e percorriamo la strada nei pascoli, per poi salire con una via secondaria, sterrata, fino sulla vetta del monte Dragnone.

Non è raro l’incontro “ravvicinato” con mucche e altri animali al pascolo. Proprio in cima al monte si trova un santuario. intitolato alla Natività della Madonna Le sue origini sembrano collegate alla chiesa benedettina di Serò.

La vetta del monte Dragnone già nell’età del ferro era adibita ad area sacra.
Qui si giunge anche attraverso un sentiero che si inerpica sul monte, tra rocce e arbusti.
Risalire questo versante costa certo un po’ di fatica, ma la bellezza del luogo e la vista sulla Vallata non lasciano dubbi: ne vale la pena.

Un po’ di storia… partendo dalla preistoria

Il Castellaro di Zignago, dove vennero effettuati degli scavi negli anni Settanta, ha rivelato la presenza dell’uomo dalla Media età del Bronzo (XVI-XIV secolo a.C) all’età del Bronzo finale ( IX secolo a.C). Risale a quest’epoca la prima trasformazione a terrazzamenti del terreno, per costruirvi capanne a forma tondeggiante o quadrata.

Il Castellaro, abbandonato alla fine dell’età del Bronzo, fu riutilizzato mille anni dopo, a partire dal V, IV secolo dopo Cristo.
Nel Medio Evo Zignago rappresentò un importante punto di collegamento tra lo snodo viario di Pontremoli, sulla via Francigena, ed il porto di Levanto.
Altri scavi, condotti dall’Istituto di storia della cultura materiale sul monte Zignago, hanno invece riportato alla luce i resti di case alto medievali.
A partire dalla fine del 1200 la zona entrò a far parte dei domini della repubblica di Genova.

In tempi più recenti, durante l’occupazione nazifascista fondamentale fu il contributo dato dalle genti dello Zignago alla Resistenza, tanto da meritare il conferimento al Comune di Zignago, nel 1984, della Croce al valor militare.
Parlando di storia, non si può dimenticare la statua stele che fu rinvenuta nei pressi del torrente Gravegnola in località Villa di Novà il 29 dicembre 1827, in buone condizioni nonostante fosse spezzata parte della testa. Formata da un blocco di arenaria compatta, è di sesso indefinito, con corpo sub-rettangolare e testa semicircolare con volto a forma di “U”. È caratterizzata sulla destra da un’iscrizione in caratteri etruschi. Potrebbe trattarsi di una opera databile all’età del bronzo medio e finale si trova attualmente conservata nel Museo di Archeologia Ligure di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli e un calco è nel Museo delle Statue Stele Lunigianesi di Pontremoli.

Sentieri, mulattiere e tante tradizioni contadine…

Zignago ed il suo splendido territorio offrono una rete di sentieri e antiche mulattiere,  uniche nel loro genere. La recente pulizia e messa in sicurezza della rete permettono a chi ama camminare di disporre di un’ampia scelta, magari abbinando all’escursione  una visita ad una delle molte aziende agricole o zootecniche o, ancora, ad uno dei siti archeologici presenti sul territorio.

Un tempo i sentieri e le mulattiere, adesso destinate al trekking, erano le uniche vie di comunicazione tra i differenti paesi di quest’angolo di Alta Val di Vara. Il Comune, in collaborazione con il C.A.I. e con l’aiuto di molti volontari  ha mappato e ripulito, rendendoli agibili, tutti i sentieri.

Grazie alla rete mappata di sentieri è possibile raggiungere  e percorrere degli “anelli” partendo da una delle diverse frazioni. Inoltre, da ogni sentiero è possibile raggiungere l’Alta Via dei Monti liguri che, com’è noto, da Ventimiglia porta a Ceparana, in provincia della Spezia.

Le numerose aziende agricole sparse sul territorio rappresentano il cuore vitale di Zignago. In particolare la pastorizia e la coltivazione del grano sono due attività che da sempre sostengono l’economia locale.

Per celebrare queste attività ed altre, strettamente legate alla cultura rurale, ogni anno si svolge in località Vezzanelli la “Festa della cultura contadina nella Valle del Bio”, organizzata dalla pro loco e dal Comune. Si tratta di una due giorni tutta dedicata alle attività, ai cibi e alle tradizioni agricole. La festa offre, tra l’altro, una rassegna ed una dimostrazione degli antichi mestieri. Non mancano cibi biologici e prodotti tipici. Nei due giorni si effettuano anche visite nel giardino dei viburni, una preziosa collezione in alta collina.

Chi desidera effettuare escursioni, visitare i siti archeologici e il museo o, semplicemente chiedere informazioni può rivolgersi direttamente al Comune

Tel. 0187 865075 – info@comunezignago.it

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